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Un esempio di decompressione?

La composizione 'plurisecolare' AS SLOW AS POSSIBLE di John Cage.

Dal 5 maggio 2006 dall'organo del Duomo di Halberstadt in Germania risuonano ininterrottamente le note La4, Do5, Fa#5 e Sol#5; il 5 luglio 2008 saranno aggiunte le note Do4 e Sol#4.

L'esecuzione di questo lavoro, ASLSP (As slow as possible - Il più lento possibile), di John Cage è iniziata il 5 luglio 2001, il compleanno del compositore. Durerà per 639 anni. Le note cambiano al massimo due volte all'anno, in alcuni anni non vi è nessun cambiamento (vedi www.john-cage.halberstadt.de - sito esterno in inglese o tedesco).

Grazie alla fama di Cage, noto anche ai non-musicisti, nei primi tempi vi era una notevole eco mediatica all'iniziativa. Vi si leggevano, tra l'altro, raffinate considerazioni sulla riscoperta della lentezza nella nostra agitata epoca postmoderna. Ma a pensarci bene, malgrado il titolo il brano di Cage non ha niente a che fare con la lentezza. È semplicemente un brano immensamente lungo nel quale succede assai poco. I tasti dell'organo rimangono premuti meccanicamente, manca dunque qualsiasi relazione con le caratteristiche motorie umane (in base alle quali, dopo tutto, siamo in grado di definire la lentezza per la nostra specie). Manca anche una specifica modalità temporale di ascolto, i visitatori passano - nell'orario di apertura del duomo - e rimangono per il tempo che vogliono.

Un esempio più calzante di "Il più lento possibile" ce lo da la compositrice americana Pauline Oliveros (per rimanere nell'ambito della musica sperimentale) nel suo brano Sonic Meditation VII per esecutori ed esecutrici con pietre ed altri oggetti. Nella partitura verbale del lavoro si legge:

".........Mettetevi seduti/e in un cerchio, alternando tra chi guarda verso l'interno e chi verso l'esterno.......Cominciate la meditazione stabilendo mentalmente una cadenza quanto più lenta possibile. Ogni persona comincia a battere le pietre con forza indipendentemente dagli altri, mantenendo la cadenza immaginata....."

Chi ha provato ad eseguire il brano in un gruppo, o addirittura davanti ad un pubblico, ha avuto l'esperienza diretta e concreta della complessa problematica dell' "as slow as possible".

Ma il brano di Cage offre degli spunti per alcune considerazioni sul rapporto tra la musica (eseguita) e le diverse norme ed usanze socio-temporali ed economiche. Considerazioni alle quali qui si accenna soltanto. ASLSP fa implodere quelle norme ed usanze in modo radicale. I diritti d'autore, per esempio, vengono calcolati in base alla durata di un brano. Pensate alle somme astronomiche che entrerebbero nelle tasche degli eredi di Cage se venisse applicata tale norma.

Al di là di simili speculazioni fanta-finanziarie è innegabile che i convenzionali 'contenitori' temporali (ma anche quelli spaziali) delle attività artistiche corrispondono sempre più alle esigenze funzionali dell'industria culturale che non alle esigenze intrinseche di quelle attività. Vengono così in larga misura vanificate le speranze che proprio dalle arti possa venire l'impulso di ripensare a fondo i nostri rapporti con tempo e spazio. Forse ASLSP può indurci a qualche riflessione in questa direzione.

Albert Mayr
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2007