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sei in Tempi e Spazi  Culture  I fusi orari del cervello

Neurologia: tanti "fusi orari" nel cervello orientano percezione tempo

Notizia tratta dal Portale salute di TicinOnline
il 19 marzo 2007.

Sono gli orologi del cervello - alcuni lenti, altri velocissimi - a influenzare la percezione dei minuti che passano. Uno studio dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, pubblicato sulla rivista internazionale 'Nature Neuroscience', dimostra che le lancette dei nostri orologi interni corrono a una velocità che dipende anche da dove posiamo il nostro sguardo. Una scoperta che potrebbe avere numerose applicazioni future: "Se il cervello dell'uomo lavora con tanti orologi asincroni - sottolinea infatti Maria Concetta Morrone, professoressa di psicologia fisiologica avanzata all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e coordinatrice dello studio - perché non costruire computer funzionanti con lo stesso schema? Copiare questo modello potrebbe permetterci di costruire pc, reti di computer e sensori più potenti e 'intelligenti', in grado di assolvere a quelle funzioni che con un solo 'orologio' le macchine non riescono ancora ad assolvere". Così un semaforo che lampeggia più velocemente è uno stimolo visivo che incide sulla percezione del tempo, rendendone lo scorrere più rapido. Questo uno degli esperimenti che i ricercatori dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, della 'University of Western Australia', dell'ateneo di Firenze e del Cnr di Pisa, hanno utilizzato per dimostrare il fatto che il nostro cervello divide il mondo esterno in tanti fusi orari diversi: la durata degli stimoli visivi non è cronometrata da un singolo orologio centrale, come si riteneva finora, ma da tanti orologi indipendenti che si occupano ognuno di un singolo stimolo e di una specifica zona dello spazio. La ricerca, finanziata nell'ambito del sesto programma quadro dell'Unione Europea, che ha coinvolto il National Health and Medical Research Council australiano e il ministero dell'Università e della ricerca italiano, si è basata sull'osservazione di alcuni soggetti, monitorati mentre guardavano alcune barre bianche e nere che si muovevano velocemente in una piccola finestra circolare. Dopo pochi secondi l'osservatore doveva giudicare per quanto tempo un'altra figura rimanesse nella stessa posizione nella finestra. Dopo che la barra appariva e scompariva più volte nella stessa posizione, il soggetto riteneva che la durata della nuova immagine fosse sempre più breve. I risultati dell'esperimento hanno permesso di osservare come, a livello di distribuzione dei compiti tra le differenti aree del cervello, il senso dello scorrere del tempo sia frutto di un meccanismo diffuso in tutta la corteccia sensoriale e non in una singola area. Tanti orologi diversi, tarati su 'fusi differenti', che possono dilatare o comprimere la misura del tempo secondo le proprie necessità. Una visione che i ricercatori definiscono caotica, ma utile. Gli orologi sensoriali valutano durate e coincidenze di stimoli visivi e acustici - per esempio, quando si è in strada, semafori, macchine, pedoni, clacson, frenate e sirene - mentre altri monitorano lo scorrere lento dei nostri pensieri. Un procedimento che rende possibile guidare una macchina nel traffico, mentre si è concentrati su tutt'altri pensieri. Come le sensazioni legate all'olfatto o all'udito, dunque, anche quelle del tempo sono soggette a un processo di 'adattamento', che fa sì che, dopo una prolungata stimolazione, il cervello diventi meno reattivo allo stimolo. (Lus/Adnkronos Salute)

Vedi sull'argomento articoli apparsi in quella data nei vari quotidiani tra cui:
In: Repubblica del 19 marzo 2007 p.41
Nel cervello tanti orologi "così regoliamo il tempo". Lento o veloce, dipende dai fusi orari mentali.

Articolo di Carlo Brambilla.

Data di pubblicazione: 26 marzo 2007