salta la barra
Tempi e Spazi
Tempi e spazi
dei LAVORI

Il progetto Sintonie: opportunità di conciliazione innovativa nella formazione professionale

Formare le organizzazioni a realizzare nuovi apprendimenti e a diffondere opportunità di conciliazione innovative
Scheda a cura di Simonetta de Fazi
Sintonie è un progetto transnazionale finanziato dal Programma Equal II° Fase, nell'ambito della misura "Contrastare i meccanismi di segregazione verticale e orizzontale e promuovere nuove politiche dei tempi", il cui obiettivo è quello di formare le organizzazioni a realizzare nuovi apprendimenti e a diffondere opportunità di conciliazione innovative. Fin qui niente di nuovo, nonostante la dichiarata - e onestamente perseguita - opzione per la ricerca di "opportunità innovative". Di nuovo - o di "sperimentale" - c'è la scelta di prendere a riferimento un settore, quello della Formazione Professionale, di individuare prima e intervenire poi sui diversi versanti rispetto ai quali la necessità di conciliazione dei tempi pone la sua complessa interrogazione.

Introduzione

Sinteticamente, potremmo dire che la domanda di conciliazione si pone su due versanti - uno esterno e uno interno - e su due livelli - che potremmo indicare come culturale e organizzativo - e che l'intreccio tra versanti e livelli è, in questo settore, particolarmente "sensibile".
Se pure la formazione professionale non ha - come la Scuola - compiti "educativi" in senso stretto, con la Scuola condivide il fatto di essere un luogo di formazione e di trasmissione; l'obiettivo di accrescere la consapevolezza dei soggetti negli aspetti cognitivi come nelle prefigurazioni, nei pregiudizi come nei comportamenti.

immagine di una lavatrice con la scritta: 'sempre più uomini imparano ad usare macchine complicate'

"Sempre più uomini imparano ad usare macchine complicate"

Forse più che la Scuola, avendo a riferimento anche e sempre più soggetti adulti, la Formazione professionale insiste sulla dimensione della conoscenza di sé, della consapevolezza e della valorizzazione come elementi determinanti dell'apprendimento. Il che è reso possibile dall'adozione diffusa di metodologie formative a cui il pensiero della differenza sessuale ha dato un contributo essenziale.
Come la Scuola, dunque, il settore della FP è luogo di produzione e diffusione "culturale". E intanto esprime la sua dimensione / cultura organizzativa come qualsiasi contesto di lavoro, eroga servizi, individua e forma nuove figure professionali.
La novità - o la sfida - del Progetto Sintonie è quella di considerare nell'insieme tutte queste dimensioni senza ridurne la complessità, piuttosto tentando risposte "piccole, concrete e sostenibili" nel quadro della rete territoriale.
In estrema sintesi, il progetto - grazie anche alle esperienze già realizzate, agli ostacoli e ai "tetti di cristallo" come alle buone pratiche - è nato con l'ambizione di non produrre interventi eterodiretti, ma di interrogare la propria dimensione e cultura organizzativa; di farlo con il coinvolgimento, primo e forte, di dirigenti e decisori; di non arrestarsi alla dimensione conoscitiva, ma di realizzare delle sperimentazioni - anche piccole - ma, forse proprio a motivo di ciò, in grado di inscriversi stabilmente nelle prassi organizzative.

Il progetto dunque intende intervenire su quattro versanti che, nello scenario dei cambiamenti sociali e del mercato del lavoro, investono direttamente il settore della Formazione Professionale:

Sopra a tutto, sta la volontà di diffondere all'interno e all'esterno una cultura della conciliazione che passi necessariamente per l'adozione trasversale dell'approccio di genere, procedendo cioè con una lettura (o analisi) di genere dei contesti e dei bisogni.

Scheda del progetto

Iniziativa Comunitaria Equal II fase IT - S2 -MDL - 280

Partnenariato di Sviluppo Settoriale: Partnenariato transnazionale:
DEBORA: Dp for Equal opportunities in laBOuR mArket

Estonia: Tartu Folk High School Progetto WHOLE - Work and Home in Our Life in Europe

Portogallo: A.F.E.P ( Associação Para Formação de Pais) - Progetto Ser Mais Ser Melhor

Spagna: Mancomunidad de Municipios de Tajo Salor - Progetto ELOISA: Estrategia Local para la Igualdad de Oportunidades en el Empleo

Obiettivi: Favorire la conciliazione tra gli impegni personali e familiari e gli impegni di lavoro di uomini e donne nell'ambito delle organizzazioni della formazione professionale

Intervento territoriale: Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Calabria

Periodo di svolgimento: Luglio 2005 - Dicembre 2007

Cosa ci aspettavamo?

Che cosa è successo nel frattempo...

Il progetto è all'incirca a metà del suo percorso.
Il percorso di sensibilizzazione rivolto a dirigenti e decisori si è concluso; quasi al termine è il percorso formativo per operatrici e operatori, mentre appena iniziata è la fase della formazione a distanza; il "gruppo di lavoro sulle competenze" ha quasi concluso il suo lavoro, avendo messo a punto un profilo professionale relativo alla figura della facilitatrice / facilitatore di conciliazione e avendo individuato / suggerito le competenze da formare in fase di progettazione; le ricerche condotte territorialmente sono anch'esse terminate; le attività transnazionali sono state in gran parte svolte.

l'homepage del sito del progetto Sintonie
La pagina del sito web del progetto Sintonie

Insomma, tutto è - quasi - pronto per la fase che potremmo definire "applicativa": la sperimentazione di interventi di conciliazione, l'individuazione e la proposta di adozione di misure conciliative all'interno dei contesti organizzativi e la loro iscrizione all'interno del contratto di sistema della Formazione professionale. È il tempo giusto per fare una prima valutazione e svolgere qualche considerazione.

Cominciamo dal percorso di sensibilizzazione: tre incontri - realizzati in ognuna delle regioni individuate per la costituzione delle reti territoriali e la sperimentazione degli interventi - di una giornata ciascuno. Pochi i dirigenti / decisori che hanno partecipato in prima persona (alcuni avendo "delegato" altri in loro vece).

Qualche atteggiamento prevenuto e sospettoso, riconducibile in gran parte a pregiudizi e stereotipi poi emersi: che ci sono cose più importanti, che comunque è un fatto di donne e se non è un fatto di donne è un affare privato, e se non è una affare privato ma un problema di tutti e se è un problema di tutti non abbiamo niente da apprendere e da ragionare... L'importanza di un percorso di sensibilizzazione - della necessità di far emergere e portare a consapevolezza gli stereotipi di genere che agiscono nei soggetti, di insistere sulla dimensione culturale, di mettere in evidenza le conseguenze della "cecità" di genere, di interrogare l'esperienza di ciascuna/o - è stato confermato anche nel corso del progetto transnazionale, dove forte è stata posta la necessità di promuovere una condivisione del lavoro di cura.

la pagina del sito web di Sintonie dedicata alle campagne di sensibilizzazione
Sintonie: misure di informazione e sensibilizzazione

Ma l'ostilità al "discorso" sulla conciliazione era anche dovuta ad una strisciante quanto insidiosa interpretazione della conciliazione in funzione strumentale. C'è stato infatti chi ci ha detto che non vuole impegnarsi per imparare a fare più cose nello stesso tempo e per riempire le proprie giornate di ulteriori cose da fare. Così abbiamo appreso:

Moltissime infatti solo le strategie informali già attive, facilitate dalla ridotta dimensione delle agenzie formative sul territorio e rese irriconoscibili alle stesse persone che ne usufruivano, considerandole una consuetudine legata alla qualità delle relazioni piuttosto che, come si direbbe in gergo progettuale, una "buona prassi organizzativa".

Il settore della Formazione professionale, si sa, è molto femminilizzato e conosce periodi di alta intensità lavorativa, legati all'uscita dei bandi e alle scadenze progettuali. Si tratta di un settore oggi in grave crisi per diversi fattori, alcuni contingenti altri strutturali.

Tutto ciò deve essere stato considerato come una sorta di ineluttabile fatalità dai - pochi - rappresentanti sindacali che hanno partecipato ai Tavoli di lavoro sulle misure organizzative e che, più esplicitamente dei dirigenti aziendali, manifestano il convincimento che la conciliazione sia fondamentalmente un'attività di lusso, che pertanto può essere agita solo nei momenti opportuni che, ovviamente, non sono questo.

immagine della copertina della pubblicazione dell'istat

Copertina del rapporto annuale dell'Istat. Per la prima volta è stato dedicato un intero capitolo ai temi della conciliazione.

Con il che si ritorna alla necessità di un percorso di sensibilizzazione - ancora più lungo e possibilmente... coatto - che mostri inequivocabilmente che non è vero che prima e a parte si risolvono i problemi dell'occupazione e ci si spende per migliorare le condizioni di lavoro, perchè spesso i soggetti - certamente molte donne - lavorano solo a certe condizioni.

È la prima volta, quest'anno, che l'Istat dedica un intero capitolo del suo rapporto annuale ai temi della conciliazione e che, sempre per la prima volta da trent'anni a questa parte, ci dice di una riduzione dell'occupazione femminile, resa opaca nei numeri da un'ancora maggiore riduzione di donne in cerca di lavoro. C'è da dire comunque che il lavoro del Tavolo sulle misure organizzative non è concluso ma è anzi nella sua fase centrale. Abbiamo dunque speranza...È questa la fase più animata anche per i livelli territoriali, dove i partner del progetto hanno costituito delle reti di collaborazione più ampie - già coinvolte in tutte le fasi precedenti, dai focus group e le interviste condotte dall'Università di Torino, alla sensibilizzazione alla formazione - per sostenere e condividere le sperimentazioni. Attraverso una serie di incontri a caratetre regionale, sono poste allo studio le misure da adottare e la loro sostenibilità. Parallelamente, il percorso formativo sta fornendo alle realtà coinvolte le indicazioni metodologie e operative per progettare gli interventi. Non è tutto qui. Ma possiamo considerare questa come la "prima puntata"...


1: L'espressione, diffusa in Europa dai documenti comunitari, è riferita a politiche, servizi, strumenti che consentono di "armonizzare" il lavoro con gli impegni familiari.

Data di pubblicazione: 18 dicembre 2006